Oggi niente figli pelosi e miagolanti... oggi parliamo solo di shopping.
Ps: qualsiasi parola che sembra scritta in sanscrito antico o qualsiasi "orrore" grammaticale perdonatelo... sto scrivendo al buio, in silenzio, in diagonale sul lettone per arrivare al caricabatterie e inabile (tranne il simpatico indice) perché ho il letto che cigola e Giulio ha il sonno leggero ^.^!
Quiiiindi... lo ammetto ho una sfrenata passione per lo shopping, probabilmente se fossi miliardaria non lo rimarrei per molto, ma vabè... non pensiamoci. Sappiate però che una "malata" di shopping come me quando diventa mamma subisce un forte trauma emotivo... ovvero ogni volta che esce si trova davanti ad una serissima decisione da prendere "mi compro quel cappello fighissimo da abbinare col top rosso e i jeans scuri (per me) o prendo quel cappello fighissimo da abbinare con la maglia a righe e il jeans scuro (per lui)?!?! E continua così per mesi, fino a che un giorno non ti lusinghi più per il complimento fatto alle tue scarpe ma per quello fatto al cappottino di tuo figlio, è lì è arrivato il punto di non ritorno, perché se prima perdevi almeno cinque minuti per decidere il da fare, adesso no... adesso sei diventata la migliore amica di tutte le commesse dei negozi di abbigliamento per bimbi, adesso non compri più per te... adesso compri per lui. E sono cavoletti amari, molto amari.
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